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  PierfrancoRavotto [ Un BLOG per parlare di condivisione e di collaborazione, nel mondo della scuola e della formazione ... e oltre ]
         

Un blog per partecipare alla costruzione collettiva di conoscenza, per condividere e scambiare idee, per scrivere come la penso. Per mantenere i contatti. Per ampliarli.

Chi sono
Avevo 20 anni nel 68, poi sono via via aumentati fino all'attuale età della pensione (e oltre).
Mi sono laureato in ingegneria ma ho scelto di fare l'insegnante saltando da una materia all'altra: matematica alle medie e alle "150 ore", Elettrotecnica, Elettronica, Automazione, Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione, Area di progetto, Sistemi organizzativi.
Dal 1980, all'ITSOS "Marie Curie" di Cernusco sul Naviglio, mi sono occupato di corsi post-diploma, di alternanza, di scambi con l'estero e di progetti di ricerca in ambito europeo (programmi Leonardo e Socrates).
Negli ultimi anni ho lavorato soprattutto sull'integrazione fra formazione in rete e formazione in presenza e ho promosso e coordinato il progetto SLOOP.
In pensione da settembre 2007, lavoro come consulente AICA e sono collaboratore del Laboratorio Tecnologie Educative (LTE) del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Firenze. Mi occupo di certificazioni nell'ambito delle ICT, di eLearning e in genere di uso delle tecnologie nella didattica.
Un tema che mi è caro è quello della condivisione di contenuti aperti per l'eLearning

La mia libreria su Anobii


30 settembre 2007

Il seminario a Palermo è andato molto bene

Tre giorni con il blog fermo. Ma come avevo scritto giovedì - vedi post - sono andato a Mantova a presentare il progetto Sloop al congresso AICA, sono tornato a casa alle 10 di sera e venerdì mattina sono partito all'alba per Palermo, da cui sono tornato solo ieri sera tardi (poi oggi sono andato a giocare a golf: pessime le prime 9 buche ma ben giocate le seconde nove, ottima l'ultima).

A Mantova la presentazione del progetto ha destato interesse, ma sono particolarmente contento del seminario conclusivo a Palermo.
Una presenza di 120 insegnanti - sembra a Palermo sia un grosso successo - che si sono fermati in gran parte anche al workshop pomeridiano. Grande interesse per l'idea di condivisione dei contenuti didattici e per il freeLOms.

Gli interventi sono stati registrati e li renderemo disponibili sul sito Sloop.




26 settembre 2007

A Mantova parlerò anche del modello DIGI scuola

Come ho scritto nel post di ieri, domani sarò a Mantova al congresso AICA.
Dedicherò una parte del mio intervento al modello di produzione/fruizione di learning object (risorse didattiche digitali) proposto da DIGI scuola (un progetto ministeriale):




Ecco cosa ne dirò:

Il sito DiGi Scuola afferma la volontà di proporsi come "strumento a disposizione dei docenti per diventare protagonisti del processo di evoluzione del mondo scolastico."

Ma il tipo di "protagonismo" proposto a me pare arretrato, non al passo con quelle che sono le potenzialità, cui peraltro il progetto si richiama, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione.

Le frecce continue indicano il flusso dei contenuti: questo va unicamente dai fornitori di contenuti alla piattaforma e da questa ai docenti e agli studenti, mentre i flussi finanziari – frecce tratteggiate – hanno l'andamento opposto secondo uno schema fornitore-cliente arretrato rispetto a quello dei "giganti nati nell'era del Web 1.0 che sono sopravvissuti per guidare l’era del Web 2.0" e che – come scrive O'Leary nell'articolo citato – "hanno abbracciato la potenza del web per sfruttare l’intelligenza collettiva".
Amazon coinvolge gli utenti nelle recensioni dei libri; Flickr raccoglie le foto degli utenti e, come del.icio.us, propone uno stile di categorizzazione collaborativa che utilizza parole chiave liberamente scelte, i tag, dando vita a quel nuovo fenomeno chiamato folksonomy; wikipedia invita gli utenti a divenire autori; eBay li chiama ad esprimersi sull'affidabilità dei venditori e degli acquirenti; ... in tutti i casi il flusso di contenuti non è più a senso unico, dal fornitore del prodotto o del servizio agli utilizzatori. Addirittura, con gli Adsense di Google, si ha anche un flusso finanziario che va dal fornitore agli utenti. Per produrre conoscenza o, prosaicamente, per fare affari, viene valorizzata la voglia di protagonismo degli utenti, evidenziata anche dallo sviluppo della blogsfera
DIGI scuola, almeno per ora, propone come "protagonismo" degli insegnanti solo lo scegliere fra i contenuti esistenti e l'assegnare percorsi formativi (solo qui il modello prevede un loro ruolo per quanto riguarda il flusso dei contenuti). Gli alunni – a discapito di quanto detto sui modi di "interagire, conoscere e comunicare" – sembrano assolutamente dimenticati quali protagonisti.
La stessa logica "chiusa" - chiavi di accesso che i Presidi delle scuole partecipanti possono dare agli insegnanti del loro istituto - scoraggia e impedisce un vero protagonismo in quanto impedisce la propagazione "virale" dell'accesso alla piattaforma e della partecipazione.

Il progetto DIGI-scuola tenta di rispondere ad un'esigenza reale: promuovere l'uso di strumenti didattici digitali e di formazione in rete per migliorare l'efficacia dell'intervento formativo.
Ma trasla ai contenuti digitali la vecchia logica del libro di testo - gli editori producono i libri, le scuole li adottano – e non coglie la portata più profonda della rivoluzione di Internet che non è solo un nuovo supporto per i contenuti da trasmettere, non è solo un nuovo strumento di comunicazione, ma è un ambiente di partecipazione, di sviluppo di comunità di pratiche, di costruzione della conoscenza. 





25 settembre 2007

Giovedì sarò a Mantova al congresso AICA.

Dopodomani, giovedì 27 settembre, farò un intervento al congresso AICA nella sessione "Condivisione della conoscenza e folksonomy".
Il titolo del mio intervento è "I Learning Object nel web 2.0. Dal progetto SLOOP la proposta di open/free LO  ed uno strumento per produrli in modo collaborativo".

L'intervento è già stato pubblicato negli Atti del Congresso. Ve ne fornisco l'inizio:

In una recente intervista a Tim Berners-Lee distribuita in postcast da IBM, l'intervistatore, Laningham, chiede "Una spiegazione a proposito di Web 2.0 e` quella secondo cui il web 1.0 riguardava il connettere computer, rendere accessibili le informazioni, mentre il Web 2.0 e` relativo al connettere persone e al facilitare la collaborazione. E' cosi` che tu vedi il Web 2.0?".

La risposta e` netta: "Assolutamente no. Il Web 1.0 riguardava il connettere persone. Era uno spazio interattivo ... l'idea del Web come interazione fra persone e` realmente cio` che il Web rappresenta. E' stato progettato come uno spazio collaborativo dove le persone possano interagire".
 
Lo conferma, del resto, lo stesso Tim O'Reilly, colui che ha introdotto il termine web 2.0: "2.0 non rappresenta qualcosa di nuovo ma piuttosto la piu` completa realizzazione del vero potenziale della piattaforma web". [2]
 
Quando, nel dicembre 2003 al seminario Bridging the gap, a Ipswich, ho formulato per la prima volta l'idea che poi sarebbe stata alla base del Progetto SLOOP – trasferire il modello collaborativo del Free OpenSource Software alla produzione di Learning Object per la formazione in rete [3] – i termini Web 2.0 e folksonomy non erano ancora stati introdotti. 
Ma l'idea base era appunto quella di far leva sul potenziale della piattaforma web per connettere insegnanti impegnati nell'integrazione di formazione in presenza e formazione in rete, per promuoverne la collaborazione nella produzione di materiali didattici "aperti" e "liberi", per realizzare un spazio collaborativo in cui la produzione e la diffusione di materiali digitali di qualita` sia il risultato di un'intelligenza collettiva.
...

Se vi interessa, potete scaricare l'intero articolo cliccando qui.




25 settembre 2007

Quota 2.000

Sul mio sito - http://bbs.tes.mi.it/pfr/ - 1.839 contatti in più di tre anni, poche unità in più del 9 settembre in cui questo blog aveva raggiunto i 1.000; e qui, invece, in quindici giorni li ho raddoppiati.

A dire il vero una differenza c'è: là il contatore tiene conto solo di chi arriva alla home page, non di chi arriva, da un motore di ricerca, su una pagina interna. Conta chi  vuole espressamente vedere il mio sito. Qui invece  arriva, immagino, soprattutto chi - dall'interno de IlCannocchiale - è attirato dal titolo di un post.
Mi piacerebbe sapere chi, dopo una visita, ritorna; sapere se si tratta di 2.000 visitatori diversi o se qualcuno accede con qualche regolarità. Ma il contatore questo, purtroppo, non lo dice.


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22 settembre 2007

Formazione: Bertinotti e la "accumulazione dispersiva"

Sto leggendo "La città degli uomini. Cinque riflessioni in un mondo che cambia" di Fausto Bertinotti (Mondadori).
Tanto mi trovo, in genere, in disaccordo con le posizioni politiche di Rifondazione, tanto mi trovo, spesso, ad apprezzare le riflessioni "filosofiche" di Bertinotti. Così mi succede anche in questo caso.

Nel capitolo secondo, "la formazione politica", Fausto racconta la formazione politica sua e per molti versi dei dirigenti di sinistra della sua generazione.
Mi è piaciuto un concetto, quello dell'accumulazione dispersiva; accumulazione di letture, dispersiva in quanto disorganica: "leggevo pressochè di tutto, senza nessun ordine, anzi con qualche furia, con una sorta di impazienza. Leggevo tantissimo e senza alcuna finalizzazione ...".

Spesso accusiamo i giovani - intendo: noi insegnanti, noi genitori - di "perdere tempo". Confondendo spesso due critiche diverse: quella del disinteresse - mancanza di letture, di interessi, di passione per qualcosa, ... - e quella  della mancanza di finalizzazione, di  organizzazione in un saltare da un interesse all'altro.
E' pericoloso il primo atteggiamento, non il secondo. Scrive Bertinotti: "Bisognerebbe accumulare continuamente, accumulare attendendo semmai una redditività molto lontana, così differita nel tempo da non essere prevedibile. Vorrei dire che occorre proprio sciupare, sciupare molto per potere trattenere qualcosa".





21 settembre 2007

Una raccomandazione di Richard Stallman

Congresso AICA al Politecnico

Presenterò il progetto SLOOP al congresso AICA a Mantova (27 settembre) con una relazione dal titolo: I Learning Object nel web 2.0. Dal progetto SLOOP la proposta di open/free LO  ed uno strumento per produrli in modo collaborativo.
Oggi intanto, al Politecnico di Milano, si è tenuta la prima parte del congresso. Ha tenuto una relazione Richard Stallman, il fondatore della Free Software Foundation.
Una sua raccomandazione (cito a memoria): Voi italiani evitate il termine free software, preferite il termine software libero. Avete la fortuna di avere nel vostro vocabolario una parola che fa riferimento alla libertà, come in freedoms, e non anche alla gratuità. Dunque usatela!
(Come sa chi ha letto qualcosa di Stallman, lui insiste che free, in free software, ha il senso che ha in freedoms, non in free beer).

E' il senso in cui, in SLOOP, noi parliamo di free learning object e di freeLOms. Ne ho, ovviamente, approfittato per presentargli il progetto SLOOP.


Stallman legge il depliant del progetto SLOOP



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19 settembre 2007

La nebbia dentro

E' l'età, probabilmente.
Ma trovo sempre più spesso romanzi in cui i personaggi condividono la mia storia, o forse io condivido la loro. O magari non la mia storia, ma certamente i miei anni.

"La nebbia dentro" è quella autunnale nella val di Susa "che scivola tra i rami come un sogno al rallentatore, a mescolare confini e certezze. Puntuale, paziente, silenziosa. la nebbia dei funghi", ma è anche quella dei nostri fallimenti e delle nostre delusioni, del confronto dopo 4 decenni con le aspettative e le speranze. Dovendo scrivere il CHI SONO per questo blog ho scritto: "Avevo 20 anni nel 68, poi ...".
"La nebbia dentro" è un romanzo di Sergio Pent, di cui non avevo letto nulla: l'ho letto in un fiato. Si ritrovano al funerale del padre due fratelli che hanno fatto scelte opposte, uno rimasto , contadino, nella valle, l'altro politico di successo, a Roma.


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18 settembre 2007

Campagna per la segreteria del PD: 6 - Walter Veltroni

Incuriosito dall'uso di YouTube nella campagna per le primarie del partito democratico avevo inserito in alcuni post i link ai video di Mario Adinolfi, Rosy Bindi, Enrico Letta, Jacopo Gavazzoli Schettini e Piergiorgio Gavronski.

Avevo lasciato fuori proprio il favorito: Walter Veltroni. E adesso rimedio. Come si dice last but not least. Walter non solo è il favorito ma è anche, probabilmente, il candidato per cui voterò. Proprio per questo mi è interessato andare a vedere, un po' più da vicino, gli altri candidati, di alcuni dei quali ignoravo l'esistenza. Mi sembra che ognuno di loro esprima concetti che condivido e che devono essere presenti nel Partito Democratico.

Ma adesso, ecco alcuni video, su YouTube, di Veltroni. E' il caso di partire proprio da quello dedicato alla rete. E poi ecco il discorso della candidatura al Lingotto.

Veltroni, la rete e il partito democratico

Walter Veltroni - Lingotto di Torino (Parte 1.1)

Walter Veltroni - Lingotto di Torino (Parte 1.2)
Walter Veltroni - Lingotto di Torino (Parte 1.3)

Walter Veltroni - Lingotto di Torino (Parte 1.4)

Walter Veltroni - Lingotto di Torino (Parte 1.5)

Walter Veltroni - Lingotto di Torino (Parte 1.6)

Se volete, potete andare su YouTube a cercare i passaggi successivi.


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17 settembre 2007

Liste civiche certificate Grillo?

Peccato.

Condivido molte delle denunce fatte da Beppe Grillo in questi anni. Mi è sembrato un bello scossone il VaffaDay così come la raccolta di firme, anche se non ne condividevo tutti gli aspetti e i toni. Non sono, da quasi 20 anni, iscritto a un partito e mi sento parte della società civile.
Ma questa proposta di liste civiche proprio non mi piace.

Intanto perchè non mi piace l'abbinamento di quei requisiti: non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Come se l'essere iscritto a un partito sia, di per sè, negativo, sinonimo di malaffare e non invece anche volontà di partecipare, quella stessa volontà di "entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli" che Grillo, giustamente, propone.
Poi perchè già immagino la corsa di tanti opportunisti a sfruttare l'occasione per saltare sul carro della politica, intesa nel senso peggiore; per conquistarsi un posto di potere sfruttando il Grillo-certificato; in modo non dissimile dai tanti che sono saltati in questi anni sul carro di partiti e movimenti.





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16 settembre 2007

Storia poliziesca

Una lettura veloce, molto meno del tempo di un viaggio Roma-Milano (ero andato a Roma per il direttivo SIe-L, scocietà italiana e-learning: troverò l'occasione per parlarne).

Storia poliziesca
è un breve romanzo, del 1977,di Imre Kertész - Nobel per la Letteratura 2002 -  dunque prima del collasso del "comunismo" est-europeo: per raccontare la tecnica di conquistare e mantenere il potere illegittimamente e non cadere sotto  i colpi della censura,  Imre ha collocato la sua storia in sud-america.




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ARTICOLI 2009
" Il contributo di EUCIP per una scuola delle competenze" Atti di Didamatica 2009, Trento
ARTICOLI 2008
"Il futuro dell'educazione - Discorso di apertura al XVII Encuentro International de Formacion a distancia" Guadalajara (MX), 2 dicembre 2008
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"Quali competenze digitali per insegnare al tempo del web2.0?" da "Atti del V congresso SIe-L", Trento 2008
"Usare in Moodle risorse didattiche presenti su SlideShare, YouTube e TeacherTube" da "Atti di Moodlemoot 2008, "
"eLearning e recupero dei debiti formativi" Convegno SIe-L, Roma, 20 maggio 2008
"Sostegno e recupero: usare la formazione in rete e gli strumenti digitali" da "Atti di Didamatica 2008, Parte II"
ARTICOLI 2007
"L'idea base di SLOOP: condividere free/open LO " (con G. Fulantelli) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"Ambiente di apprendimento e learning object: un'efficace sinergia" (con Berengo, Farinati, Masseroni, Petruzziello, Terenghi, Vimercati) Da "Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP", ISBN 978-88-903115-1-2
Versione inglese in "Sharing Learning Objects in an Open Perspective", ISBN 978-88-903115-0-5
"I Learning Object nel web 2.0. Dal progetto SLOOP la proposta di open/free LO ed uno strumento per produrli in modo collaborativo" Atti del Congresso Nazionale AICA 2007 (Mantova, 27 settembre 2007)
"FreeLOms: uno strumento, prodotto nel progetto SLOOP, per la condivisione e la realizzazione collaborativa di “learning object" Atti del Convegno E-Learning. Esperienze e prospettive future: quali applicazioni? (Bressanone, 9 June 2007)
"L'uso di Moodle per il progetto SLOOP" Atti di MoodleMoot 2007 (Reggio Emilia, 22-23 marzo 2007)(con M. Terenghi)
ARTICOLI 2006
"Didattica in rete e didattica in presenza: l'integrazione possibile (abstract)" Congresso Proteo, Milano (31 ottobre 2006)
"Dalle scuole in rete ad una rete di scuole per la realizzazione di "free" Learning Object" Atti di Didamatica 2006, Cagliari (11-13 maggio 2006)
ARTICOLI 2005
"SLOOP: sviluppare un Free Learning Object Management System" Atti del secondo congresso SIe-L, Firenze, 9-11 novembre 2009
"SLOOP: un progetto europeo per un archivio condiviso di Free Learning Object" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005) (con M. Masseroni)
Versione inglese
"Il potenziale della didattica in rete in una scuola secondaria superiore" Atti di EXPO eLearning 2005 (Ferrara, 6-8 ottobre 2005)
"Il cubo della formazione in rete" Form@re, ottobre 2005
ARTICOLI 2004
"Dal Progetto SiR2 al Progetto OpenDida - Formazione insegnanti e produzione di materiali didattici per l’integrazione di formazione in presenza e formazione in rete" 1° Congresso SIe-L (Genova 25/26 novembre 2004)
"Condividere Free Learning Object: il progetto OpenDida" EXPO eLearning di Ferrara (9-12 ottobre 2004)
"The “open source” perspective in planning eLearning materials" ICETA 2004 - 3rd International Conference on Emerging Telecommunications Technologies and Applications, Kosice, Slovacchia, 16-18 settembre 2004
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ARTICOLI 2003
"Developing E-Learning Lessons, in Bridging the gap from the face to face to the elearning environment, Conference Papers" BiTE Conference Papers (Ipswich 5 Settembre 2003)
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